San Francesco d’Assisi, testimone di pace, fraternità e amore verso ogni creatura.

San Francesco è nato ad Assisi nel 1182, figlio del ricco mercante di stoffe Pietro di Bernardone e di Monna Pica, nobildonna provenzale. Cresciuto quindi in una famiglia agiata, Francesco ha vissuto una giovinezza dedita ai piaceri mondani.  Dal momento che il suo sogno era quello di diventare cavaliere, a 20 anni partecipa con entusiasmo alla guerra tra Assisi e Perugia, ma durante la battaglia viene catturato e trascorre un anno in un carcere perugino, dove si ammala gravemente. 


Una volta liberato e guarito, nel 1205 tenta nuovamente la via della cavalleria, partendo per la Crociata nelle Puglie. Il suo viaggio, però, si interrompe a Spoleto, dove una forte febbre e una visione spirituale lo spingono a tornare indietro, dando inizio a una crisi interiore che lo avrebbe portato alla conversione. 


In quel periodo, dunque, abbandona la vita agiata e la mondanità e inizia a vivere in povertà. Tra 1205 e il 1206, mentre vaga per le campagne, Francesco entra nell’antica chiesetta di San Damiano, un edificio quasi del tutto diroccato. Mentre prega intensamente, sente una voce dirgli: “Francesco, va’ e ripara la mia casa che, come vedi, è tutta in rovina”.  Inizialmente Francesco prende queste parole alla lettera. Solo in seguito, Francesco capisce che la “casa” da riparare non è quella piccola chiesa, ma la Chiesa intera.  In quei momenti avviene la rottura con il padre e all’abbandono di tutti i suoi beni. È famoso l’episodio in cui Francesco si spoglia pubblicamente di tutto quello che possiede. 


Da lì inizia a vivere tra i lebbrosi, prendendosi cura di loro. Nel 1209, sulla Regola di “povertà, castità e obbedienza”, Francesco fonda l’Ordine dei Frati Minori, noti comunemente noti come frati Francescani, esistente ancora oggi. 


Nel 1219, durante la V crociata, Francesco si reca in Egitto, dove incontra il Sultano. Non si conosce bene quale fosse l’obiettivo di questo incontro e che cosa si dissero i due, ma l’incontro pacifico tra due “nemici” è visto ancora oggi come simbolo di dialogo tra religioni, fratellanza e ricerca della pace. 


San Francesco muore il 3 ottobre 1226 ad Assisi e due anni dopo è canonizzato da Papa Gregorio IX.


Possiamo dire che San Francesco d’Assisi è ancora oggi un simbolo universale di pace, fraternità e amore verso ogni creatura. La sua spiritualità, fondata sulla semplicità, sull’umiltà, sul perdono e sulla rinuncia al possesso, nasce dall’incontro con le persone lasciate ai margini della società. Il celebre episodio dell’abbraccio con il lebbroso segna profondamente il suo cammino di conversione, perché Francesco sceglie di avvicinarsi a chi prima gli suscitava paura e repulsione, riconoscendo nell’altro un fratello.


Da questa esperienza matura una concezione della povertà non come semplice privazione, ma come capacità di farsi prossimo, condividere la condizione degli ultimi e vivere una fraternità concreta.  La pace fu un elemento centrale della sua testimonianza e assunse per Francesco molte forme. Fu innanzitutto una pace interiore, trovata nel rapporto con Dio, ma anche una pace vissuta nella fraternità, nella vicinanza agli esclusi e nella cura dei malati e dei più fragili. La sua Regola del 1223 invita i frati a non litigare né contendere, ma a essere miti, pacifici e umili.  La pace, dunque, non era per Francesco soltanto un semplice augurio o qualcosa da invocare, ma uno stile di vita da praticare ogni giorno, nel rapporto con Dio, con gli altri e con il creato. Lo testimonia per esempio il suo testamento, in cui egli scrive di avere avuto questa rivelazione: «Il Signore mi rivelò che dicessi questo saluto: “Il Signore ti dia pace”». Sia questo l’augurio e il tesoro prezioso per noi in questa festa! 


(dal Web)