Settimana scorsa un nutrito gruppo di persone ha partecipato alle quattro sere di in contri proposti come cammino di Esercizi Spirituali per gli Adulti.
La prima sera la predicazione è stata tenuta da don Michele Galli, vicerettore del Seminario Arcivescovile di Milano. Avendo scelto di leggere e meditare il Vangelo della Passione Secondo Luca, nella prima serata abbiamo approfondito il momento dell’Ultima Cena, con l’istituzione dell’Eucarestia e del Sacerdozio. Tra i tanti spunti di meditazione che don Michele ha lasciato, mi hanno colpito soprattutto due sottolineature: il legame tra l’Eucarestia ed il S. Natale, perché nell’Incarnazione il Signore Gesù sceglie di farsi uomo, farsi carne, come diciamo quando preghiamo l’Angelus Domini, e nella Messa Gesù sceglie di farsi Carne nell’Eucarestia, per essere presente ancora nella sua Umanità e Divinità, come prima della Sua Passione, Morte e Resurrezione. E la seconda di come il Signore non si nega a nessuno, anche a chi si mette in coda per riceverlo distratto o sovrappensiero.
La seconda sera è venuto don Gianni Giudici, parroco di Castellanza, che ci ha aiutato a leggere la preghiera di Gesù al Getsemani, l’arresto, il tradimento di Giuda e di Pietro, il processo religioso con gli anziani, il processo politico con Pilato ed Erode alla luce dell’azione del diavolo, che egli ha definito come l’antagonista. Che tenta i discepoli nella disputa di chi fosse il più grande, che tenta Giuda, che tenta i discepoli che si addormentano, che tenta Pietro quando taglia l’orecchio a Malco, il servo del Sommo Sacerdote, mentre Gesù glielo riattacca, ma soprattutto quando tenta Pietro nel suo rinnegamento. E, facendo esempi pratici, ha messo in guardia tutti noi contro l’antagonista, che ci tenta sempre, portando l’esempio del venerdì di quaresima, ove chi normalmente mangia, ma neppure molto, che si sente riempire da una fame incredibile, come non ha mai avuto…
La terza sera don Marco Cazzaniga, cancelliere della Diocesi di Milano, ci ha aiutati a comprendere come la folla, che l’aveva osannato la domenica precedente, all’ingresso di Gesù in Gerusalemme e che sembrava desiderare essere in comunione con Lui, si trasforma sicuramente in gente che è in comunione, ma contro di Lui. È come se il desiderio di Gesù si fosse realizzato, ma al contrario. Ci ha lasciato poi anche una pista, tra le altre, che mi ha particolarmente colpito: chi è veramente Gesù per me? Perché se non ci si chiarisce su questo non ci si potrà mai farsi coinvolgere dal Lui.
Infine l’ultima sera ha guidato la nostra preghiera e riflessione don Paolo Invernizzi, Vicario Parrocchiale di Arluno, ci ha dato una chiave di lettura dell’episodio della Crocifissione e della morte di Gesù: tutti i personaggi dicono a Gesù di salvare sé stesso. La folla, ma più con curiosità che altro, distaccata, maliziosa, come quelle persone che vedono altre, sono curiose di sapere tutto, ma da distante, per poi poter negare di essere mai stata a conoscenza di qualcosa, o i capi che prendono in giro, i soldati che sono assolutamente indifferenti, o il cosiddetto cattivo ladrone, che insulta pure lui Gesù, quasi per sfidarlo a liberare tutti dalla croce. Però all’interno di queste categorie/personaggi c’è chi ragiona diversamente: il Cireneo che aiuta Gesù, le donne che piangono la sua sorte, Giuseppe d’Arimatea, che poi seppellirà il corpo di Gesù, il centurione che proclamerà Gesù Figlio di Dio, e, infine il buon ladrone, che, come dice S. Ambrogio, sarà il primo ad andare in Paradiso.
Il cammino, poi, si è concluso con il Pellegrinaggio al Santuario di Rho. Purtroppo non abbiam potuto farlo a piedi, ma è stato significativo ugualmente come comunità attraversare la Porta Santa e ricevere in Regalo di Dio l’indulgenza plenaria.
Sappiamo che per vari motivi non tutti hanno potuto essere presenti; per questo abbiamo pensato di caricare sul gruppo WhatsApp della Comunità Pastorale le registrazioni delle meditazioni, per permettere a chi non c’era di poter essere partecipe e a chi c’era di poter riprendere le varie meditazioni, facendosi accompagnare in tutta la Quaresima.

Don Vinicio


 
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