Nella Chiesa primitiva, questo era il tempo in cui i catecumeni (adulti che si preparavano al Battesimo) ricevevano gli ultimi insegnamenti nella loro formazione alla vita cristiana: dovevano dedicarsi a una catechesi più intensa e agli esercizi di preghiera e di penitenza. A poco a poco anche l'intera comunità cristiana ha iniziato a partecipare a questo cammino, sia per unirsi ai catecumeni, sia per rinnovare in sé la grazia del proprio Battesimo e il fervore della vita cristiana, preparandosi così alla Santa Pasqua. Nasce così la Quaresima: tempo in cui i cristiani, attraverso la penitenza e la preghiera, astenendosi dagli eccessi, cercano di rinnovare la loro conversione per celebrare con gioia spirituale la santa Veglia Pasquale e l'alba della Domenica della Risurrezione, rinnovando le loro promesse battesimali.
La Tradizione della Chiesa ha assunto, con il passare dei secoli, degli atteggiamenti che si sono codificati come “buone pratiche della Quaresima”, come la Preghiera che ci fa vivere in comunione e familiarità con Dio. Non c'è vita cristiana senza comunione con Dio che si riflette nell'ascolto attento e assiduo della Parola di Dio, nella preghiera personale e comunitaria e nell'esperienza di “amicizia con Dio”. Poi altra buona pratica è il Digiuno che comprende tutte le forme di penitenza, le scelte, le rinunce e i sacrifici necessari per corrispondere all’invito di Dio. La chiesa domanda che i maggiorenni fino al 59° anno di età compiuto, il Primo venerdì di Quaresima e il Venerdì Santo si viva il digiuno. Esso si articola in questo modo: colazione leggera, un pasto normale ed una cena leggera, senza prendere nulla durante la giornata, (naturalmente chi vuole fare di più è libero di farlo). Negli altri venerdì e il Sabato Santo, come a tutti, viene invece proposto di mangiare di magro(niente carne), o meglio di cibarsi in modo sobrio. Poi ancora è proposta l'elemosina: o meglio la carità fraterna. Questo tempo sacro invita ad aprire il nostro cuore ai fratelli: l'elemosina, la capacità di aiutare, visitare i malati, imparare ad ascoltare gli altri, riconciliarci con qualcuno da cui ci siamo allontanati - queste sono alcune delle cose che si possono fare in questo contesto! E questa cura, questa carità verso i fratelli, specialmente i bisognosi, dirà, sicuramente, la verità della nostra ricerca di Dio e dell'autenticità della nostra penitenza e ci aiuterà a compiere un passo verso la santità. Tutto questo potrebbe indirizzarci, infine, a Leggere la Parola di Dio, accogliendo il monito di Gesù: l'uomo non vive di solo pane, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio. Magari cominciando a leggere per intero un Vangelo, per esempio quello di Marco.
L'importante è che tutte queste pratiche ci conducano a una preparazione seria e impegnata all'essenziale: la Pasqua! Le osservanze quaresimali non sono atti vuoti, ma strumenti per farci crescere nel cammino di conversione che ci conduce alla conoscenza spirituale e all'amore di Cristo. Teniamo presente che il culmine del cammino quaresimale è il rinnovo delle promesse battesimali nella Veglia pasquale e nella celebrazione dell'Eucaristia pasquale in questa stessa Notte Santa, passando dal sabato alla domenica della Risurrezione.
Accogliamo l’invito di vivere con pienezza questo tempo Santo per celebrare con gioia profonda ed intensa la Santa Pasqua del Signore!

Don Vinicio

 
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